A Catania, in Via Antonio Longo 19, è possibile visitare due musei di particolare valore scientifico: l’Erbario che ha sede in un edificio di stile neoclassico e l’Orto Botanico che si estende su una superficie di circa 16.000 mq.
Un tempo l’ingresso principale si apriva in via Etnea al numero civico 397 (vicino a piazza Cavour). L’istituzione di questi musei risale alla metà dell’Ottocento quando l’Università, su iniziativa del benedettino Francesco Tornabene, (docente di botanica) acquistò gran parte del terreno che, oggi, ospita l’Orto affidandone la sistemazione architettonica a Mario Di Stefano.
All’interno dell’edificio neoclassico, preceduto da un elegante portico che evoca la grandiosità di un tempio ionico, è custodito I’Erbario che ospita collezioni di particolare importanza storica e raccolte più recenti; attualmente dentro 80 armadi sono conservati circa 150.000 fogli di erbario.
L’Orto Botanico è suddiviso in Hortus Generalis (13.000 mq) e Hortus Siculus (3.000 mq). Tra le principali collezioni di piante ospitate nell’orto la più ricca è quella delle succulente, che annovera migliaia di esemplari. La raccolta di base consta di circa 2.000 specie, in prevalenza Cactacee, Euforbiacee, Aizoacee.
Importante è anche la collezione di palme che comprende una cinquantina di specie, spesso di ragguardevoli dimensioni. L’Orto siculo (le cui origini risalgono al 1887) raccoglie esemplari che provengono dalle Madonie, dai corsi d’acqua della Sicilia nordorientale, dalle rupi di Taormina, dall’Etna, dalle zone del palermitano, e da Malta.
Oltre alle specie tipiche della macchia mediterranea, sono presenti anche alcune piante esotiche da tempo coltivate in Sicilia: alcune specie di agrumi, il nespolo del Giappone, l’albicocco, il gelso bianco e l’agave. Tutte queste piante sono entrate, ormai a pieno titolo, nel rigoglioso paesaggio vegetale siciliano.


L’Etna, un patrimonio vegetale straordinario

"Il paesaggio vegetale dell’Etna è un insieme di aspetti contrastanti. Accanto ai resti delle foreste e agli altri aspetti della vegetazione naturale, dai colori variabili con l’avvicendarsi delle stagioni, accanto ai paesaggi colturali, testimonianza della feracità dei suoli etnei, si estendono le nere distese di laviche prive o quasi di vita.
Le diversità del paesaggio vegetale con l’altitudine, determinate principalmente dalle variazioni climatiche, hanno consentito di riconoscere sul vulcano dei piani altitudinali, paesaggisticamente caratterizzati dagli aspetti della vegetazione propri a ciascuno di essi.
Il paesaggio vegetale etneo, pertanto, è l’espressione dei delicati equilibri che nel corso dei secoli e dei millenni sono venuti a stabilirsi fra le forze del vulcano e il mondo delle piante, le cui potenzialità costruttive, ove indisturbate, sono andate manifestandosi". (Emilia Poli Marchese da Etna Mito d’Europa, 1997)